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Nove ! E’ il numero dei Campioni che sono stati capaci di duplice affermazione nella CORSA ovvero l’Arco di Trionfo che, piaccia o non piaccia, è il traguardo e punto. Del resto nella classifica delle cento corse dell’anno è sovente al primo posto e quando va male non oltre il quarto. Sempre. In diversi poi sono riusciti a vincere dopo essere stati secondi, scavando nella memoria mi vengono in mente Nuccio, Allez France oppure Tony Bin ma ce ne saranno ben altri, magari non tantissimi.
Sei anni per un Sogno. Sei anni per lasciare una impronta indelebile nel mondo del Turf. Ah…se Sandrino Perrone avesse potuto vivere anche solo altri dieci anni…..Non ho dubbi : avrebbe messo il suo sigillo sulla corsa che più di ogni altra sperava di vincere, l’Arco di Trionfo a Longchamp e a cascata tutto il resto possibile.
Ad un certo punto, sulla riviera, accade l’incredibile : Chivas Regal , il più atteso, il beniamino del pubblico per la nobiltà ed il fascino assoluto del team, ( Federico Regoli il trainer) sbaglia e finisce a terra. E’ fuori dalla corsa, la impietosa legge del Turf , delle corse ad ostacoli. Si rifarà in futuro ma in quel momento deve dire addio alla gloria. Già perché il Merano è Gloria e con la maiuscola, è Passione Totale, Coinvolgimento emotivo , insomma è un qualcosa di strabiliante che soltanto le corse in ostacoli sanno regalare.
Elencare problemi è disciplina olimpica. Tutti, compreso ovviamente chi scrive, vantano una medaglia d’oro in bacheca . Siamo un popolo di elencatori. Per fortuna esistono poi i risolutori. Volete un esempio ? Dicembre 2025, Capannelle chiusa. Tutti, davvero tutti, ad elencare i problemi : manca questo, serve quest’altro, adesso come si farà, bisogna fare presto assolutamente e via col tango. Io non avrei scommesso un copeco , San Tommaso è il comune Maestro di tutti, sulla riapertura nel 26. Per me era impossibile rigenerare la pista in erba e poi mancava tutto ancora a maggio.
Cento di questi giorni felici al nostro adorato ippodromo delle Capannelle. Eh già 100 anni…. Piano , un secolo si ma dalla ristrutturazione. Perché Capannelle può vantare tranquillamente un altro mezzo secolo abbondante di vita ufficiale, giusto dalla metà degli anni 70 dell’ottocento, non dimentichiamo che il Derby data 1884.
Nel 1800 Roma, nostra amatissima, era davvero circoscritta dentro le mura che ancora adesso fanno bella mostra di se, porte di accesso comprese. Oltre le mura era campagna e per la verità forse anche dentro. A nord il paesaggio già subito si presentava mosso, collinoso ameno, pensate ai monti Parioli oppure alla cima di monte Mario per proseguire poi con quel paesaggio intrigante e fascinoso che prefigurava o lasciava immaginare la Toscana e le sue colline.
Un sogno ? Di più, vogliamo fermamente che diventi realtà. Sarebbe una gioia immensa per il Turf italiano poter avere in pista il 25 di ottobre a San Siro , sui 2400 del Jockey Club , Giavellotto, espressione altissima della Cultura del nostro allevamento e della maestria allenatoria di Marco Botti che ne ha cesellato la carriera, strepitosa fino ancora ai sette anni attuali. Indimenticabili le sue recenti Hardwicke dove ha sconfitto Kalpana , poi laureata di King George e Yorkshire Oaks.
Una quindicina di anni orsono, grazie alla generosità di un gruppo di splendidi ippici, è stato possibile editare un testo , imprescindibile per ogni autentico turfman. Si tratta del lavoro emerso , dopo tanti anni, dalle carte lasciate , insieme alla sua collezione di libri , giornali e riviste, da Gastone degli Albizi, nome de plume Eclipse , uno dei massimi competenti di galoppo del 900.































